Diagnosi Energetica

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Efficienza energetica, le imprese energivore italiane si adeguano al DL 102/2014

DL 102/2014 sull’efficienza energetica: per le grandi imprese italiane, obbligo di diagnosi energetica periodica. ENEA garante della conformità delle certificazioni alla normativa nazionale ed europea.

 Approvato lo scorso luglio 2014 il DL 102/2014 sull’efficienza energetica, le imprese italiane hanno già cominciato ad adeguarsi, applicando le misure preventive contenute nel decreto alla loro struttura e organizzazione aziendale.

 Il provvedimento in questione, che predispone una serie di misure strutturali da realizzarsi nel medio e lungo periodo, volte alla promozione e al miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili, tanto pubblici come privati, prsenti sul suolo italiano, si inserisce all’interno della più ampia direttiva europea 2012/27/UE, per il raggiungimento degli obiettivi 20-20-20 contenuti nel Pacchetto Clima-Energia.

 In particolare, per quanto riguarda il settore delle imprese italiane ad alto consumo di energia o energivore, il decreto prevede l’obbligo di revisioni energetiche periodiche, da effettuarsi entro il 5 dicembre 2015, pena sanzioni amministrative e pecuniarie che possono arrivare a 20 mila euro, in caso di difformità della diagnosi rispetto ai requisiti prescritti dalla normativa, fino anche a 40 mila euro, in caso di mancata presentazione della certificazione.

 Escluse dall’obbligo, le PMI italiane con meno di 250 dipendenti e con un fatturato annuo inferiore ai 50 milioni di euro, nonostante il decreto preveda comunque per queste dei meccanismi di incentivazione a sostegno dei sistemi di gestione efficaci (conformi alla norma ISO 50001), oppure di interventi tecnici per il risparmio energetico.

 

 In cosa consistono le revisioni energetiche?

 Secondo la normativa contenuta nel DL 102/2014, le revisioni energetiche consistono in certificazioni dettagliate recanti dati sistematici relativi al funzionamento e ai consumi energetici degli impianti industriali.

 L’ENEA (Ente Nazionale per l’Efficienza Energetica), già deputata alla definizione del strategie per la riqualificazione energetica degli immobili, avrà il compito di verificare la conformità delle diagnosi alle prescrizioni contenute nel decreto, nella misura del 3%, sul campione di imprese che abbiano affidato gli accertamenti a consulenti esterni, e del 100%, per le aziende che abbiano svolto internamente l’analisi richiesta.

 Appare dunque evidente come tali diagnosi energetiche siano di fondamentale importanza, non solo in un’ottica di analisi e monitoraggio puramente statico del funzionamento degli impianti industriali, ma soprattutto come detrimento dinamico di misurazione, pianificazione e miglioramento effettivo delle prestazioni energetiche e dei potenziali risparmi dei sistemi aziendali di produzione energetica.

 Non a caso, congiuntamente alle certificazioni energetiche, da presentare su base quadriennale, le imprese energivore italiane sono tenute a predisporre, ove previsto dall’esito degli accertamenti ENEA, interventi di miglioria energetica e adeguamento alle norme ISO vigenti, nei modi e nei tempi opportuni.